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Sesso e disabili, le volontarie del piacere

In Paesi come la Svizzera e la Svezia le operatrici sessuali svolgono un'attività regolamentata dalla legge. (03 marzo 2010)


Sesso e disabili: un argomento che resta un tabù. Almeno in Italia. Non in Svezia, Germania, Olanda, Danimarca o nella vicina Svizzera. In questi esiste la figura dell'operatrice sessuale per disabili, una figura socialmente utile. Si tratta di professioniste che dopo aver seguito corsi di formazione offrono prestazioni a disabili psichici e motori. Persone che nella loro diversa abilità conservano come tutti delle pulsioni sessuali, ma non possono fare sesso come chiunque, ma che spesso sono considerate asessuate. Pensate che nei paesi scandinavi le prestazioni sono mutuabili.
In Svizzera le prime operatrici hanno iniziato a lavorare a Zurigo, dopo aver seguito un corso di formazione. La tariffa si aggirano attorno ai 100 euro all'ora, a cui vanno aggiunte le spese per il viaggio. Si tratta di infermieri, massaggiatori, fisioterapisti, tutte persone equilibrate che vivono l'handicap altrui senza disagio . Sono obbligate a mantenere un'altra professione, oltre a quella dell'operatore del sesso, e informare i parenti della loro scelta. Non è facile, perché questo lavoro è spesso considerato semplice prostituzione. «La sessualità degli handicappati è un diritto che va rispettato e salvaguardato con estrema tenerezza», dice Aiha Zemp, psicoterapeuta e responsabile della Fachstelle Behinderung & Sexualität (FABS) di Basilea, la prima associazione svizzera ad aver introdotto una formazione per assistenti erotici nel 2004.
A fronte dell'aumento della domanda un'altra associazione, Sexualité et Handicaps Pluriels (SEHP), ha distribuito nella Svizzera francofona dieci diplomi di assistente sessuale (sei uomini e quattro donne), che andranno ad affiancare gli operatori già attivi nella Svizzera tedesca. Massaggi erotici, carezze, masturbazione, rapporti completi: non esiste un catalogo di prestazioni ma la situazione di ogni cliente viene valutata singolarmente. Sesso, ma anche tenerezza, rispetto, ascolto, per provare a colmare un vuoto che in molti fingono di non vedere.
Marlen, una bella signora spagnola di 48 anni, fa questo lavoro da 10 anni. Ha raccontato la sua storia a El Mundo. Il suo lo definisce un servizio sociale, anche se ha cominciato a farlo solo per soldi, scegliendo i clienti che le altre prostitute solitamente rifiutavano: «Le mie colleghe all' inizio mi dicevano: "Marlen, come fai, non ti fa schifo?". Sì, parlavano proprio così... No, mai provata questa sensazione, del resto prima di fare l' escort facevo l' infermiera, il mio obiettivo era quello di soddisfare i bisogni delle persone che accudivo».
E i diretti interessati cosa ne pensano? Secondo un sondaggio lanciato recentemente dal sito disabili.it il 50% vorrebbe che il sesso assistito diventasse una realtà riconosciuta e legalizzata anche nel nostro Paese. Perché il sesso è un'esigenza. Anche per i diversamente abili.



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Scritto da mcbridge putterson (rko) il 22/03/2010 alle 10:17:46
cioe uno che va incontro a disgrazie come queste e tutte le nostre in generale ,senza stare ad elencarle tutte,trova anche il tempo di cambiarsi nome e cadendo nella tentazione di trovarsi il nome piu stravagante e sgargiante da sfoggiare con orgoglio ,quindi per questa volta(non mi è accaduto quasi mai)cado anche io in questo turbine di singolare starvaganza...da oggi sono mister putterson applauso

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Scritto da jonni perozzi il 15/03/2010 alle 11:59:15
mi chiamo jonni e sono di san benedetto del tronto e da 19 anni, dall’età di 14 anni, in seguito ad un incidente stradale gravissimo.. (tetraplegia cecità e mutismo) sono un disabile..
Oggi ho recuperato molte funzioni perse e anche se mi sposto con la carrozzina, mi sono laureato in Giurisprudenza nell’inagibile Macerata e sto facendo Pratica Legale .. sono Presidente del Comitato del mio quartiere, Volontario/Legale Caritas Diocesana, membro Commissione Sinodale Diocesana, resp. di San Benedetto e Provincia (AP) dell’Ass. It. Familiari e Vittime della Strada, membro del Direttivo Nazionale e, dallo stesso, delegato AIFVS alla tutela dei Diritti mancati dei Disabili.
E appunto ho proposto al Direttivo della mia Associazione di fare a Roma un convegno su “SESSO E DISABILITA’”..
Ora voglio info-utili in merito all'oggetto del prossimo Convegno a Roma e in occasione conoscere professionisti in grado di spiegare la perenne umiliazione del disabile anche in campo sessuale al fine di divulgare il dramma che da un momento all'altro potrebbe riguardare anche chi non convive giorno per giorno con simili "difficoltà" .. pregiudizi. Per far ciò voglio prendere contatto con professionisti affidabili.. e discutere su una loro eventuale collaborazione.. al Convegno Nazionale che si terrà a Roma alla fine del 2010 o addirittura nel 2011..
Resto in attesa di una celere risposta.. e comunque a nome di tutti i disabili.. grazie.
LA MIA EMAIL E’: jonniperozzi@inwind.it
Indirizzo FaceBook “Jonni Perozzi” – Email di FaceBook: jonniperozzi@hotmail.it

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Scritto da anam il 09/03/2010 alle 17:38:56
Fesso me lo dico da solo... Guardo i siti porno, ma almeno non sono ipocrita e ammetto di farlo e non vado a mignotte.
Tu continui a non capire che io e te vogliamo la stessa cosa, eseere trattati come esseri umani e non mostri.
Se vuoi fai un articolo sui problemi che chi sta nelle tue condizioni deve affrontare e te lo pubblichiamo senza problemi, ma smettila di prendertela con me.

Scritto da rko il 08/03/2010 alle 23:06:05
quante cose senza senso...che vuol dire butti soldi per i miei diritti?i miei diritti non li ho mai conosciuti in vita mia.
poi ti ho forse dato del fesso? non mi pare proprio ma piu che fesso direi furbo per tutto quello che mangi gratis
l inferno di dante non confina col paradiso,è vero, ma nella vita quelli come te il salto dall inferno al paradiso ci hanno messo poco a farlo .
mai andato a mignotte? raccontalo a qualcun altro...facci vedere la cronologia del tuo pc cosi iniziamo a conoscere la lista di siti pornografici che ti guardi.
auguri alla macchina che ti segue stare dietro ad un disabile ma con la testa da abile della peggior specie deve essere un arduo compito

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Scritto da anam il 08/03/2010 alle 16:56:34
Il fesso che ti ha rimproverato, come dici tu, vive dipendendo totalmente dagli altri e vive attaccato ad una macchina 14 ore al giorno ed è talmente idiota che butta i soldi per cercare di dare anche a te quei diritti negati e si becca anche un sacco d'insulti.
L'Inferno di Dante non confina con il paradiso e ciccio io come te non ho mai trovato Beatrice e per la cronaca non sono mai andato a mignottole.
Prenditela con i politici che se ne sbattono di te e dei disabili e si ricordano di noi solo quando si tratta di staccare la spina.

Scritto da rko il 06/03/2010 alle 00:06:40
io comunque sono stato rimproverato da qualcuno qui,non ricordo chi (acqua passata) che mi diceva di vivere un inferno e di non temere l inferno (quello reale ) proprio perchè la gente come noi gia lo vive.....pero sorge la mia questione di dire e ripetere... ma abbiamo (avete voi) queste operatrici
per i vari bisogni e abbiamo(avete voi) il vitalizio ... cose che a noi (voi) ci vengono effettivamente regalate mentre gli abili se le sudano da quanto ho capito ....quindi che inferno è questo? evidentemente Dante aveva ragione quando diceva che l inferno è suddiviso in categorie , molti sono nella parte che confina col paradiso a me è toccato il fondo,il girone dei dannati nella via del non ritorno ma....ritroverò Beatrice come a quest ora anche lui avra gia ritrovato

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